Store come Stories: primi passi nella nuova era del retail

Store come Stories: primi passi nella nuova era del retail

 

Foto copertina ©  Feel good studio / Shutterstock.com

Ogni mattina un retail manager si alza e sa che dovrà inventarsi qualcosa prima degli altri per attirare l’attenzione dei clienti. Ma cosa?

Il successo dell’eCommerce, le strategie delle Dot Com e i nuovi trend legati alla sostenibilità, nonché la nascita di nuove modalità di interazione e di acquisto, modificano le motivazioni che generalmente spingono i consumatori verso i punti vendita sul territorio.

Così i negozi si vedono costretti ad adottare profondi cambiamenti e a considerare l’innovazione digitale come strumento per realizzare una trasformazione radicale.

Omnicanalità e Customer Experience

Due le parole d’ordine: omnicanalità e customer experience. Ovvero esaltare l’esperienza nei punti vendita fisici attraverso lo storytelling con un approccio multicanale, che integra attività online con iniziative offline.

Si pensi ad Adidas che già qualche anno fa con il sistema Knit for You, personalizzava maglioni in lana merino da realizzare al momento e prodotti in due ore; o a Nike che ha dotato molti dei suoi negozi di strumenti digitali per personalizzare il prodotto, acquistarlo e riceverlo direttamente a casa.

Cambiamenti già in atto che portano i consumatori a rivolgersi a un punto vendita non perché ne hanno realmente bisogno, ma perché intendono vivere un’esperienza di acquisto differente che punta all’intrattenimento e al rafforzamento del legame con il brand.

experience store retail

Dal canto loro infatti, i retailer stanno lavorando per integrare al meglio vendita offline e online. I negozi fisici si trasformeranno sempre più in una “vetrina” per gli acquisti online; e viceversa: un esempio emblematico è Amazon, che già qualche anno fa ha iniziato ad aprire dei punti vendita fisici, creando Amazon Go e le librerie Amazon.

Lo store online aiuta il retail a vendere. È una leva di marketing che, se ben gestita, aumenta il traffico nel punto vendita, perché segue i nuovi comportamenti dei consumatori che si spostano su più piattaforme per comprare.

Un altro esempio in questo senso è Unieuro, i cui clienti acquistano per la maggior parte – 65% – online, ma ritirano in store.

Esempi di negozi innovativi

Nuove idee di experience stores possiamo trovarli in tutti i settori, dal lusso al mass market, e tutti con un unico obiettivo: affascinare e portare i clienti al contatto con il prodotto finale in un modo del tutto nuovo.

Bbar di Baccarat in via Montenapoleone

A Milano, sulla scia del concept di experiential retail già testato a New York e in Giappone, il re dei cristalli ha aperto il Bbar di Baccarat. Alla base del nuovo concetto l’unione nello stesso luogo di tre diverse anime, bar, boutique e lounge, con l’obiettivo di far vivere ai clienti il glamourous world di Baccarat: l’atmosfera conviviale, l’idea di prendere un caffè, un tea o un cocktail, circondati dalla bellezza…

Anche la scelta della location non è stata casuale, non la classica struttura di negozio, ma uno spazio nel cuore di Milano sviluppato su due piani, suddiviso tra differenti identità. Un luogo “caldo, accogliente, nascosto. Una location artistica, storica, semplicemente italiana”. (ndr Daniela Riccardi, CEO Baccarat).

 

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Oviesse innova con la sinergia omnicanale

Nella sua strategia omnichannel, Oviesse ha implementato diversi servizi di interconnessione online-offline. Si parte da OVS ID, un servizio premium che il cliente può usare in tutti i touch pont Oviesse fisici e virtuali: basterà usare gli schermi in store, le app, il sito web o semplicemente in cassa nei punti vendita per usufruire delle promozioni aziendali.

Passando all’online, sul sito web Oviesse ha ideato il Digital Personal Shopper, un servizio che permette all’utente di selezionare i capi preferiti e successivamente prenotare un appuntamento in negozio per provare in camerini riservati i capi pre-scelti con l’aiuto di un personal assistant, pronto a supportare il cliente con consigli e suggerimenti di stile.

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In più, in negozio, con le colonnine My Size presenti in diversi punti Oviesse, i clienti possono cercare un capo d’abbigliamento in tutto lo store, individuando subito la posizione del prodotto desiderato. È inoltre possibile ordinare un capo mancante, nella taglia e colore desiderato, tornare in negozio per il ritiro o chiedere la consegna gratuita a casa.

 

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Un tuffo nel passato con Dior a Parigi

Dior punta su un effetto wow per la sua nuova boutique inaugurata di recente sugli Champs-Elysées a Parigi.

Ad attirare l’attenzione della stampa e dei fan la facciata del palazzo, rivisitata in modo da riprodurre perfettamente quella della storica sede Dior in avenue Montaigne 30.

L’effetto magico è dato da un drappeggio realizzato interamente a mano, che ricrea una vetrina gemella dell’originale. All’interno, una scala simile a un nastro, avvolge e collega i tre piani dello stabile; mentre i muri sono rivestiti di toile de Jouy, la stessa stampa presente nella prima boutique di Christian Dior e grande classico delle confezioni del XVIII secolo. Insomma, tutto rende la boutique elegante e raffinata, dove oltre a poter trovare le collezioni prêt-à-porter e gli accessori, i gioielli, profumi, le calzature e le borse, è possibile pensare alle idee regalo: infatti, un piccolo laboratorio nel giro di un’ora potrà personalizzare i prodotti acquistati, con ricami, serigrafie, stampe a caldo o digitali.

 

Red Feltrinelli, la libreria-bistrot in pieno centro storico

Milano, Firenze, Parma, Verona, e in ultimo in ordine cronologico di inaugurazione Roma, in via Tomacelli ha aperto già da qualche tempo Red – Read Eat Dream, uno spazio nel cuore storico ed artistico della città. Il progetto è un’idea del Gruppo Feltrinelli e sviluppato da CirFood con l’obiettivo di unire in un unico luogo l’amore per la cultura con la passione per il cibo e il piacere dello stare insieme.

Ma non solo: da RED si vivono esperienze culturali a 360 gradi, tra appuntamenti letterari e musicali, laboratori per bambini, showcooking e tante altre iniziative per incontrarsi, scoprire nuove idee, socializzare.

La location neanche a dirlo: 3 piani incastonati in un palazzo antico che presentano una bellissima terrazza adibita alla ristorazione; un piano terra che accoglie una parte di libreria, il bar e la sala ristorante; un piano sotterraneo dove continua a estendersi la libreria con oltre 10.000 titoli.

 

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Yamamay e Panino Giusto a Milano

Yamamay ha aperto i battenti del suo più grande monomarca in Italia nei mesi scorsi a piazza Cordusio, nei pressi di Starbucks e del neo-arrivato Uniqlo, colosso giapponese dell’abbigliamento. In questo locale di circa 1.000 metri quadrati organizzato su due piani Yamamay ha lanciato il suo nuovo concept che da un lato vede il suo ingresso nel food retail con Panino Giusto (al primo piano); dall’altro primo progetto pilota in ambito omnichannel, con un’integrazione virtuosa tra fisico e digitale.

All’interno del punto vendita in Cordusio, i personal shopper dedicati gestiscono tecnologie di mobile payment per garantire un’assistenza al cliente dall’ingresso fino al momento del pagamento, senza che questo passi necessariamente dalla cassa alla fine del percorso.

Altre innovazioni tecnologiche in chiave omnicanale sono i monitor touch screen interattivi e un ologramma in 3D che permette la visione di immagini tridimensionali in movimento, con l’effetto di una sfilata virtuale.

 

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Kasanova fa visitare il negozio “da casa”

Ancora un esempio di web technology. In questo caso per il suo sito di eCommerce Kasanova ha ideato un Web Assistant: una speciale commessa del negozio, dotata di speciali smart glasses, con telecamera incorporata e sistema audio integrato, interagirà con i singoli clienti ascoltando le sue richieste vocali, rispondendo alle sue domande, dando consigli, mostrando i prodotti richiesti, sino al completamento degli acquisti e la consegna a domicilio.

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Ciò che diversifica il servizio Kasanova dalle comuni chat è proprio la possibilità di vedere da casa, attraverso il computer, in modalità ‘live’, ciò che si sta acquistando.

kasanova web assistant

Temporary Store da ricordare: da Louis Vuitton a Clio MakeUp

Una tendenza degli ultimi anni sono i pop up store, negozi temporanei che hanno come caratteristica le soluzioni creative, il tempo limitato (spesso un mese), una location d’eccezione e generalmente contenuti e prodotti creati in esclusiva per il negozio in questione. A volte sono un teaser, un’anteprima dei negozi fisici reali che l’azienda è in procinto di aprire – come nel caso di Mr. Christmas con il temporary store su via del Corso aperto con la nostra consulenza a Roma lo scorso dicembre.

Ma la verza forza di questo specifico retail è la sorpresa: il pop up store deve sorprendere, ammaliare e conquistare. Far parlare di sé e non passare inosservato.

Louis Vuitton in verde neon

Un esempio eclatante è Louis Vuitton, che a luglio scorso ha aperto un pop-up nel Lower east side di New York, con colori e location che richiamano quelli della collezione in vendita, menswear autunno 2019 disegnata da Virgil Abloh.

La scelta del locale è ricaduta su un negozio ad angolo la cui facciata è stata poi interamente rivestita di verde neon, colore che caratterizzava non solo l’esterno ma anche l’interno del negozio.

Obiettivo della società era offrire ai clienti “un’esperienza immersiva” della collezione autunnale maschile e rendere lo spazio opportunamente “instagrammabile”.

louis vuitton new york ablon

foto by shutterstock.com

ClioMakeUp, un angolino rosa nel cuore della città

Non un grande brand ma una startup. Probabilmente ispirata dalla sua vita newyorkese, Clio Zammatteo, nata youtuber e fondatrice del marchio ClioMakeUp, ha scelto per i suoi temporary store italiani (Milano, Roma, Napoli) di offrire al suo pubblico, oltre a una serie di prodotti presentati al pubblico in anteprima, la possibilità di creare rossetti a lunga durata personalizzati.

Come in una gelateria, ragazze vestite a tono componevano e stampavano in diretta il rossetto con la tonalità prescelta. Il bancone con la creazione dei rossetti in diretta (tendenza che stanno portando avanti anche altri brand) e insieme alla dimensione calorosa e accogliente dello spazio nel centro storico della città, in linea con la brand identity, hanno convinto i fan: per l’inaugurazione dei singoli pop-up si sono presentati dalle 2000 alle 5000 persone, a conferma del concept vincente.

Negozi di domani sempre più innovativi e funzionali

Insomma, sono tante le iniziative tecnologiche e i nuovi format di negozio realizzate dai brand in Italia in questi ultimi mesi. Ma il percorso italiano dell’omnicanalità è ancora in fase sperimentale; un traguardo forse lontano ma non impossibile, e a cui noi – specialisti del retail – non possiamo che fare il tifo!

 

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